Pensione Integrativa

Pensione medici, sempre più povera

Si chiama tasso di sostituzione e fa sempre più paura ai medici: è il rapporto in percentuale tra ammontare del primo assegno pensionistico e dell’ultimo stipendio percepito. Per via di questo meccanismo il medico, una volta in pensione, potrebbe prendere il 50% in meno! Tra il 2030 e il 2040 per i medici autonomi iscritti Enpam l’assegno pensionistico potrebbe essere pari al 55% dell’ultimo assegno lavorativo percepito e per i dipendenti la pensione sarà circa il 65% dell’ultimo mensile.

Cresce l’attenzione per la previdenza complementare 

Il progressivo impoverimento della pensione pubblica, frutto delle riforme degli ultimi decenni, ha spostato l’interesse dei medici verso la previdenza complementare. Quest’ultima identifica il sistema di fondi pensione privati che affiancano, e non sostituiscono, le gestioni previdenziali pubbliche o private obbligatorie, integrando le prestazioni previdenziali da questi erogate al compimento, di regola, dell’età pensionabile prevista nel regime pubblico obbligatorio. Obiettivo di questa forma di previdenza è

Medici e pensioni 

Il sistema previdenziale italiano, attraverso l’Inps per i dipendenti del settore privato, l’Inpdap per i dipendenti del settore pubblico e le Casse previdenziali per i liberi professionisti, come nello specifico dell’Enpam per i medici e gli odontoiatri, garantisce che, al maturare delle condizioni previste dai loro regolamenti, coloro che hanno lavorato e versato contributi, ricevano una pensione. Nel nostro Paese, a causa di ripetute situazioni finanziarie di grande difficoltà, il settore è stato interessato, negli ultimi anni, da numerose riforme in gran parte strutturali.

Con la riforma della previdenza il sistema pensionistico è passato dal sistema contributivo a quello retributivo. Con il metodo retributivo la pensione viene calcolata riferendosi alla media degli stipendi degli ultimi dieci anni, applicando agli anni di contribuzione una aliquota di rendimento del 2% per anno. Nel sistema contributivo invece la pensione si calcola attribuendo una percentuale crescente chiamata coefficiente di rendimento al totale dei versamenti prodotti durante tutta la vita lavorativa montante e rivalutati sulla base dell’incremento quinquennale del Pil.
Sono nel sistema retributivo i medici che al 31 dicembre 1995 erano in possesso di almeno 18 anni di contribuzione.
Sono nel sistema contributivo i nuovi assunti a iniziare dal 1° gennaio 1996.
Sono nel sistema misto i medici che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di contribuzione e tutti dal 1° gennaio 2012.
Nel sistema misto la pensione viene calcolata con il sistema retributivo per le anzianità maturate sino al 31 dicembre 1995 ovvero sino al 1° gennaio 2012 con il calcolo contributivo per le anzianità maturate successivamente.

Inps e Inpdap

Enpam

I fondi Enpam sono cinque: fondo generale quota A; fondo generale quota B; fondo Medici di medicina generale; fondo Specialisti ambulatoriali; fondo Specialisti esterni.
Per l’Enpam valgono le prescrizioni legislative sulla stabilità nelle gestioni previdenziali degli enti privati che stabiliscono che in sede di privatizzazione degli enti (1994) l’equilibrio delle gestioni era da ricondurre a un arco temporale pari a 15 anni. La legge Finanziaria 2007 lo ha successivamente elevato a 30 anni, con proiezioni sino a 50 e la “Riforma Monti” ha disposto che deve essere assicurato l’equilibrio tra entrate contributive e spese per prestazioni pensionistiche per 50 anni.

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1
CONTRIBUZIONE

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2
RENDIMENTI

I rendimenti maturati dal fondo sono assoggettati ad imposta sostitutiva pari al 20%, un livello inferiore a quello previsto per tutte le altre tipologie di rendimenti finanziari, che scontano al minimo un’aliquota del 26%.

3
PRESTAZIONI

Le prestazioni finali, sia in forma di rendita che di capitale, sono soggette ad imposizione fiscale con aliquota del 15% che si riduce dello 0,30% per ogni anno di permanenza oltre il quindicesimo, fino ad un’aliquota minima del 9%.

Avvertenze

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Flessibilità estrema

UnipolSai Futuro Presente consente di scegliere liberamente sia quanto versare sia la periodicità con la quale effettuare i versamenti. Inoltre offre la possibilità di  aumentare, ridurre, interrompere, riprendere i versamenti oppure variarne la periodicità. E’ infine prevista la possibilità di utilizzare parte del capitale accumulato nella propria posizione individuale per necessità prioritarie (es: acquisto e ristrutturazione della casa o spese sanitarie rilevanti). Infine è sempre possibile ritirare fino a 1/3 di quanto maturato.

Massima sicurezza, Capitale Garantito e Prestazioni Certe

Nella fase di accumulo  il capitale è protetto da qualsiasi forma di pignoramento o di sequestro. I versamenti effettuati confluiscono nella Gestione separata “Previattiva UnipolSai”. La Getione separata è un patrimonio distinto da ogni altra attività della Compagnia: quindi, qualsiasi cosa accada, nessuno potrà toccare i capitali investito nelle Gestioni Separate. La Gestione separata Previattiva UnipolSai  garantisce:

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